SecSolution intervista l'Associazione AIPS sull'emergenza Covid-19

SecSolution intervista l’Associazione AIPS sull’emergenza Covid-19

secsolution magazine

Come affrontate questo momento complicato?

“A.I.P.S. è innanzitutto una grande famiglia, per questo abbiamo predisposto una serie di comunicati per i Soci, in primis l’invito a mettere al primo posto la salute di clienti, dipendenti e famigliari, fermando ogni attività lavorativa, pur garantendo l’assistenza nei casi che rivestono carattere di urgenza ..”  le prime parole di Tommaso Scaringella, Presidente dell’ Associazione Installatori Professionali di Sicurezza all’intervista di SecSolution. Il colloquio del 02/04/2020 prosegue con altre domande in merito alle possibili prospettive e soluzioni che l’associazione ha in mente per contrastare l’emergenza Covid-19.

Quali prospettive vedete nel futuro per il comparto sicurezza?

“E’ davvero molto presto per dirlo e non possiamo nascondere la nostra preoccupazione … attendiamo ulteriori misure di sostegno dallo Stato e auspichiamo un comparto coeso nella difficoltà comune.”. La preoccupazione più grande è sicuramente il rischio di chiusura oppure di ridimensionare drasticamente la propria attività, causata dal mancato lavoro che provoca mancati introiti. In entrambi gli scenari che si potrebbero prospettare, il danno risulterebbe estremamente grave sia per l’occupazione, che per la perdita di know-how del settore sicurezza.  Auspichiamo che clienti e fornitori facciano la loro parte, consapevoli delle reciproche difficoltà. Inoltre, ci aspettiamo azioni concrete dal Governo per rimettere nuovamente in moto il sistema economico, quando le condizioni sanitarie lo permetteranno.

Quale strategie ipotizzate per uscirne il prima possibile?

“Ora pensiamo a fare del nostro meglio come cittadini, consentendo agli operatori sanitari, ricercatori e protezione civile di fare fronte all’emergenza. Pianificare strategie future è complicato, non avendo alcun controllo sulla situazione. Il nostro lavoro prevede spostamenti di persone e contatto fisico. Non si può installare un sistema di sicurezza in smart working. Sicuramente possiamo però ipotizzare soluzioni organizzative più flessibili e diverse tecnologie da esplorare.” Al momento l’importanza strategica del settore sicurezza (codice ATECO 43.2) ha consentito la concessione alla continuità lavorativa da parte del Governo. In questa situazione di instabilità sociale le aziende di sicurezza avranno “il dovere di rispondere alla nuova domanda di sicurezza-sanitaria che l’emergenza ci richiede. Un esempio sono le telecamere a lettura termica della temperatura corporea che rappresentano un valido aiuto all’emergenza COVID-19”.

L’intervista riportata risulta essere una sintesi, l’INTERVISTA COMPLETA è disponibile sul sito SecSOLUTION.

 

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